sabato 23 maggio 2009

L’isola del vento e delle fate

La mia terra d’origine è la Sardegna…

I miei antenati erano Fenici, un popolo di navigatori, e infatti da loro ho ereditato la passione per il mare e una forma genetica di Anemia Mediterranea, la stessa che accomuna il popolo sardo a quello libanese. I medici mi hanno dato una sola certezza nella vita, non morirò mai di Malaria. E infatti mia madre, che ha avuto la Malaria, si è salvata grazie a questo difetto genetico.
E’ una terra magica, fin da piccola ho sempre pensato che ci fossero fate ovunque, gli alberi mi parlavano e i sassi si animavano, persino i gatti mi comparivano all’improvviso per accompagnarmi nelle mie passeggiate.


Avevo delle vecchie zie che abitavano in una casetta con tante scalette. Sotto ad una di queste scalette c’era una porta, piccola e misteriosa. Io cercavo sempre di scoprire quale segreto nascondesse… poi, un giorno mi dissero che lì… abitavano delle fate. Io c’ho creduto, era proprio una casa da fate.








Le Domus de Janas, in Sardegna, sono delle piccole costruzioni scavate nella pietra, con delle porte piccole, e nella tradizione popolare esse appaiono come le dimore di piccole fate, che tessono stoffe d’oro con telai d’oro.
E letteralmente il nome vuol dire proprio “Case delle Fate”.

Una volta, due mie cugine, mi dissero di non percorrere mai questo sentiero da sola…

Altrimenti avrei incontrato loro…










Vestiti con queste maschere e pelli di pecora, bastoni e campanacci. Mi avrebbero rapita per portarmi non so dove. Un’amica delle mie cugine mi disse che erano uomini lupo e che rapivano tutti i bambini soli incontrati lungo il loro tragitto.
Un altro amico delle mie cugine mi disse che non erano uomini lupo, ma non so bene cosa, e che mi avrebbero trasformata in un formaggio…
A me sembrava più credibile la teoria degli uomini lupo. Ma l’amico delle mie cugine diceva che loro riuscivano a trasformare il sangue in latte, spremevano per bene le loro vittime, e col sangue-latte facevano formaggi per nutrirsi.

Lungo questa discesa vedevo sempre scendere le donne che ritornavano dal lavatoio, dove erano andate a lavare i panni. Sembravano delle statue, con i loro vestiti lunghi, e una cesta enorme in testa, con dentro i panni che profumavano di buono. Non la reggevano in alcun modo, quella cesta, stava su, da sola e a me sembrava impossibile…

Il vento… il vento crea delle forme fantastiche. Le rocce, gli alberi, tutto si anima al passaggio del vento. Che lascia il suo segno indelebile.


25 commenti:

Paul Gatti ha detto...

VERAMENTE eccezionale...

Janas ha detto...

Ehi, Paul Gatti, grazie!!!
Ma lo sai che l'altro giorno sono venuta a leggerti e mi hai fatto fare un sacco di risate! Che tipo che sei!
Salutami il cane Delano, passo a trovarvi!

rosy ha detto...

Sei una folletina in gamba!
Mi rileggo il post, bellissimo!
Un bacione.

Janas ha detto...

Rosyyy, che bello, lo hai letto quasi in diretta!
Un bacione

rosy ha detto...

L'ho letto due volte, e tutte due le volte ho immaginato te da bambina.

L'immagine delle donne con il cesto in testa è semplicemente meravigliosa...

Anche al mio paese le donne camminavano con queste ceste in testa.

Ciao follettina un bacione e buonissima Domenica.

Cicabuma ha detto...

Grazie Janas per questo bellissimo racconto. Lo sai, io ci credo ancora alle fate!!! E come si potrebbe andare avanti altrimenti???
Un abbraccio
Francesca
P.S. a volte ho pensato dentro di me di essere io stessa una fata ma di non esserne più consapevole... Che sia per tutti così???

Janas ha detto...

Carissima Francesca, innanzitutto grazie sempre per i bei commenti che mi lasci.
Si... ognuno di noi ha dentro di se un lato... "favoloso", come vedi il mio è un lato folletto, il tuo avevo intuito che fosse un po' fatato. Secondo me il segreto è fermarsi, almeno ogni tanto, ed ascoltare...
Ascoltare cosa, dici?Non so... tutto... anche i particolari più insignificanti!
Buona domenica!

Arianna ha detto...

Ecco cosa significa il tuo strano nome! In Sardegna ci sono stata in vacanza, se ci penso...ciao, Arianna!

Blessing Sunday Osuchukwu ha detto...

Bellissima! Questa è una di quelle storie che mi potrebbero incchiodare per ore, piena di cultura, di appartenenza, di ricerca, di conoscenza, di origine e di originalità.....bravissima!

Janas ha detto...

Oh, Blessing, grazie :))

Janas ha detto...

Arianna, mi devi raccontare!

solopoesie ha detto...

Janas
Che bella emozione il tuo post.
Ho letto frettolosamente perchè sono rientrata tardassimo orasono le 0.15..
Ma domani verrò per rileggere il post..Mette di buon uomore e di buon mattino fa veramente bene al cuore credimi!!
VISTO CHE A QUEST'ORA STARAI CERTAMENTE DORMENDO ....TI AUGURO SOGNI DORO ...
UN BACIO..LINA

Sabrina ha detto...

Buongiorno folletto Janas, grazie per il commento che mi hai lasciato e... benvenuta nel mio blog!!!
Hai ragione, queste fate sono davvero forti, ed io le adoro... ho letto il tuo post, davvero molto bella la storia che hai raccontato, soprattutto quando hai parlato della case delle fate, molto curioso...
Un dolce abbraccio ed un bacino fatato... a presto!!! KISSES.....

Janas ha detto...

Ciao Lina,
buona settimana a te! Allora aspetto un'altra tua visita! A presto...


Cara Sabrina, buon giorno, e ben venuta qui tra noi!
Le Domus de Janas, come avrai potuto leggere a lato del post, sono complessi archeologici...
la Sardegna è ricca di miti e leggende, che sono rimaste nelle tradizioni popolari.
Ciaociao, un saluto follettoso!

solopoesie ha detto...

FOLLETTINA CARISSIMA .
Tempi strani ai delle nonne di allora ..
Rocordo che anche mia camminava con i cesti in testa ...Portava la biancheria pulita famiglia x famiglia ..
Figurati che anche se faceva molto freddo portava sempre uno scialle, e dire che poi non era tanta povera .
Io le chiedevo...Nonna perchè non ti compri un cappotto?
IO??? Così tutti mi riderebbero di me, perchè il tuo nonno mica è impiegato!!!!
Yanas Il tuo racconto mette tanta allegria ,
ma pensandoci come siamo fortunate noi oggi che abbiamo tanto benessere....
Solo che i ragazzi di oggi sembrano che hanno tutto e non ....hanno niente!
Comunque complimenti ..per il tuo racconto ....sempre brava ...
BUON POMERIGGIO .lINA

Janas ha detto...

Lina, carissima, io non ho avuto i nonni, per questo faccio sempre amicizia con i signori molto molto anziani, mi piace ascoltare le loro storie e parlare con loro. Le donne del paese di mia madre le ho sempre guardate con ammirazione, l'ho scritto, sembravano delle statue, con quei vestiti, quel portamento. Alcune incutevano paura, con quei vestiti neri lunghi e un fazzoletto che copriva la testa, anche in estate.
Si, Lina, c'è troppo benessere, forse è un benessere che molto spesso distrae le persone. Un benessere che non fa vedere le cose essenziali della vita.
Purtroppo se i ragazzi non si accontentano la colpa è di chi li educa, io penso questo.
Il compito di un genitore non è quello di dare, ma di saper dare.
Ciao Lina, un baciotto, e grazie!

Marianna ha detto...

http://marianna-sinacori.blogspot.com/
ho cambiato il link magari chi sa si aggiornano i post no?

Janas ha detto...

Marianna, allora adesso vedo... aspetta... ti faccio sapere!

angelo giovanni ha detto...

ma che belle cose che scrivi! il bello e' che sono tutte vere! non dimenticare pero' che sei anche mezza beneventana... e li' ci sono le streghe! se giri su internet trovi un concorso di idee per la sistemazione dell'area delle domu de janas. senti le fate che ne pensano. ciao da fratelfo.

chicchina ha detto...

Bellissimo post e le foto poi ancora più belle.Così ho anche scoperto l'origine del tuo nik,e la tua vocazione a interloquire con fate folletti elfi e streghe,quelle buone solamente.
Il ricordo dei luoghi della nostra infanzia restano cristallizzati nella memoria,e man mano che il tempo ammorbidisce i contorni aumenta l'aria magica che li circonda.
Ricordo anche da noi le donne con in testa le ceste o le brocche con l'acqua,il loro incedere sicuro ed elegante,e non camminavano certo su strade asfaltate.
A proposito di strade e di corse,goditi il passaggio del giro,quest'anno mi sta piacendo,non c'è niente di scontato e la fatica è tanta.
é proprio tardi,ti lascio la buona notte, con un abbraccio.

Francesca Romana ALEGI ha detto...

Ciao!
é molto bello il tuo racconto. mi piacciono molto i post accompagnate dalle foto. Eppoi la Sardegna è meravigliosa, le isole sono in se stesse misteriose, le riscalda il rumore del vento e le abbraccia l'odore del mare.
Buon weekend!

Janas ha detto...

Ciao Francesca, le foto sono quelle scattate da me... ero molto indecisa sai, perchè ne ho altre pure molto belle, quindi credo che farò qualche altro post per farvele vedere. Sono contenta che ti piacciano. Continuerò a parlare della Sardegna. Le isole sono meravigliose, è vero. Io ho un rapporto speciale col mare...
Ehi, buon fine settimana anche a te! ciaociao

rosy ha detto...

Bacio

Annarita ha detto...

Janas, se la Sardegna, che amo molto, è l'isola del vento e delle fate, il Salento, mia terra di origine, è la terra del sole, del mare e del vento. Abbiamo quindi diversi elementi in comune, compreso un mare splendido.

Il tuo racconto mi ha affascinato letteralmente.

Un caro saluto.
annarita:)

ps: ti ringrazio di passare da Scientificando. Mi fa molto piacere.

Janas ha detto...

GRAZIE Annarita, ma che bello!
Scientificando mi piace e mi interessa tanto, è molto istruttivo.
Ma sai che sono contenta che il racconto ti sia piaciuto?! grazie ancora.
E allora, evviva i nostri mari italiani, il nostro vento e la nostra cultura e tradizione.
Un caro saluto!