sabato 8 maggio 2010

Occhio alla Paura





La paura è una scusa, si, ho scoperto che la paura è una scusa. Se provate a scrivere col cellulare, col sistema di scrittura veloce, la parola scusa, salta fuori la parola paura. Divertente, ma non troppo.
Con la scusa di una paura diffusa, si riescono a tenere sotto controllo masse di persone, si possono prevedere le loro mosse, le loro reazioni. Perché viene diffusa sempre la paura e non la speranza? Perché la speranza alimenta di più le idee, il pensiero.
La paura di soffrire non ci fa amare, la paura del buio non ci fa dormire, per paura di volare non conosciamo altre culture, la paura delle malattie ci mette ansia…
Chi si occupa di comunicazione conosce molto bene i meccanismi delle paure, una notizia ascoltata in un TG può provocare un effetto valanga, anche perché “se lo ha detto il TG sarà pur vero”.
Ad esempio mi domando se sia magicamente scomparso il virus H1N1, che lo scorso autunno ha terrorizzato non poche persone. Ho notato un notevole incremento delle vendite di prodotti igienici, tipo gel per le mani da tenere in borsetta. Ma piuttosto dovremmo chiederci di cosa si stesse discutendo, ai vertici, in quel momento, quali leggi sono passate, quali decreti.
E così come il virus, è magicamente scomparsa tutta la nostra affezionata spazzatura?
Occhio alla paura, si traveste da mille cose, ma se si sta attenti la si può riconoscere. Occhio alla paura, vi vuole addormentare, perché non possiate vedere chiaro.
Occhio, perché siamo continuamente controllati.

venerdì 30 aprile 2010

Gatti

Un gatto curioso, un giorno, mi tenne compagnia in una delle mie lunghe passeggiate. Era sulla porta della sua casetta ed era appena rientrato da una impegnativa giornata di lavoro, così mi disse.




















Era decisamente molto curioso, si chiedeva sempre cosa ci fosse dietro ad ogni muro. Ma, in fondo, i muri non sono un ostacolo impossibile da superare, specialemte per un gatto...


Infatti poi conobbi un altro gatto, che proprio su un muro aveva fondato il suo impero. Era grigio-azzurro ed elegante, e guardava tutti dall'alto del suo muro imperiale, con quegli occhi gialli e splendenti.


Ma non splendenti abbastanza...

Eh si, bisogna essere curiosi, bisogna essere impegnati e non aver tempo, bisogna essere nobili ed eleganti... ma per arrivare in alto a volte basta essere piccoli e semplici.

sabato 27 marzo 2010

Incredibile...

Quello che sto per dire ha dell'incredibile, eppure...
eppure devo fare un passo indietro
eppure devo alzare le mani all'evidenza
eppure devo ricredermi...
Nonostante tutto, io ho imparato ad apprezzare tanto il mio direttore. Si, è così. Proprio così. Mai lo avrei detto, eppure... devo dirlo.
E' l'unica persona che mi dice esattamente le cose in faccia. E' l'unico che non si è mai comportato falsamente, non ha mai fatto credere di essere amico per poi tradirmi, no. E' stato stronzo fin da subito. Onesto.
Ed è l'unico che mi ha saputo elogiare. Si, proprio lui.
Mi apprezza. E mi vuole bene.
Ed ho visto la tristezza nei suoi occhi, quando gli ho detto che lascio il lavoro.
E adesso come faremo...
con chi parlerò all'infinito del teatro, del lavoro, dei guai, degli spettacoli da organizzare... con chi bisticceremo fin dalla mattina al telefono... a chi andrò a prendere il caffè col dolcificante...

venerdì 12 febbraio 2010

Tempo grigio


Il tempo è grigiastro in questi giorni... ma non il mio umore, no no no, non vi preoccupate! Anzi, me ne sono capitate di tutti i colori! Si! Uhm... il lavoro non l'ho più lasciato, vi volevo avvisare. Il direttore ultimamente si sta comportando abbastanza bene. Certo, ogni tanto si lascia andare ai suoi isterismi... ma con moderazione. Credo che stia cominciando a capire la lezione. Avrà immaginato il lavoro senza di me........

lunedì 21 dicembre 2009

Una cartolina speciale...

Un postino magico mi ha portato una cartolina speciale! Quest'anno è la prima che mi è arrivata, ed io sono felicissima che sia stata proprio la mia amica Rosy a mandarmela.

venerdì 27 novembre 2009

Un folletto disoccupato

Ecco cosa sono, un folletto disoccupato. Lo sono nell'animo! Mi sentirò sempre un folletto disoccupato, pur avendo un lavoro. Si, perchè non ho la libertà.
Il mio direttore e il suo socio sono come le sorellastre di Biancaneve, brutte e arcigne, pettegole e grugnose.Io sono un folletto, non si può levare a un folletto la libertà di saltellare! Non si può far tacere la sua fantasia!
E allora io saltello, e voglio far urlare tutta la mia fantasia. E sapete che vi dico? Ritornerò presto ad essere un folletto realmente disoccupato! Si, questa è la mia decisione, perchè la mia creatività viene prima di ogni cosa al mondo.






Vi regalo la favola illustrata di Cappuccetto Rosso!

sabato 31 ottobre 2009