lunedì 6 aprile 2009

martedì 24 marzo 2009

Le mie parole...


Cari amici folletti… vi considero tutti esseri speciali e parte del mio mondo.
Col naso all'insù... siamo un po' tutti noi con la testa tra le nuvole. Non è forse così?
Uhm, io in questi giorni ho tenuto il mio naso un po’ più basso del solito. Sentivo odore di novità, odore di possibilità. Ho annusato meglio. Era odore di lavoro!!!
E quella novità è diventata realmente possibilità, e la possibilità ha preso la forma di un lavoro.
Un lavoro per me, che sono solo un folletto disoccupato. E’ un lavoro piccolo, ma io lo considero di grande importanza, perché mi piace sempre mettere entusiasmo nelle cose. Secondo me bisogna divertirsi, per trasformare con fantasia anche le cose che non ci piacciono.
Ho trovato un piccolo lavoro e mi sento fortunata. Ora vi racconto.
Sono un “tuttofare” in un teatro, salto di qua, corro di là, rispondo ai telefoni, chiamo il signor Tizio e poi il signor Tale, invio i fax, contatto l’ufficio stampa, accolgo gli attori…
Un lavoro fatto di tanti gesti, ma anche di parole. Parole che vanno utilizzate nel modo giusto, mi sto accorgendo. Perché il messaggio arrivi chiaro.
Ho pensato molto, in questi giorni alle parole, a come vanno, a come vengono, al significato che gli diamo.

Le parole sono l’unica arma invincibile che l’uomo possiede. Da una semplice parola può sorgere una guerra, o può nascere la pace. Una parola o ti arriva dritta al cuore o ti crea una fitta alla testa. Una parola ti fa amare, o odiare per sempre, ti da fiducia in un amico oppure ti fa scoprire uno sconosciuto.
Le parole sono importanti, per far sapere a tutti come si vive in alcune parti del mondo, per parlare dei diritti che non tutti hanno, e dei doveri che non tutti compiono.
Le parole unite al gesto sono segno di coerenza.
Allora voglio regalarvi questi versi di una bellissima canzone, una delle mie preferite.
Sono versi di Gino De Crescenzo, in arte Pacifico, un autore che ha scritto per tanti cantanti.
La canzone è interpretata da Samuele Bersani.

Le mie parole

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate poi centellinate
sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto

strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate…

le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare

Sono notti interinate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire

strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate…


Ah, vi devo confessare che non ho ben capito il funzionamento del fax. Credo di aver fatto qualche guaio, ma non ditelo in giro. Io non avevo mai usato un fax!

domenica 8 marzo 2009

Sono nata donna


Sono nata donna
Leggera come l’aria
Forte come l’acqua
Combattiva come il fuoco
Non smetto mai di correre, proprio come fa la terra

sabato 21 febbraio 2009

Ti conosco mascherina?

Una volta ho conosciuto una maschera. Era felice, perché era diventata mille persone che di lei si erano vestite, ed ogni volta era diventata qualcuno di diverso. Che fortuna.

Se mille persone si vestono con la stessa maschera, bisogna pensare che una maschera sola sarà per mille volte diversa.

venerdì 13 febbraio 2009

Risparmio energetico


Aderite anche voi a "M'illumuno di meno"! Oggi è la giornata del risparmio energetico! Lo sapevate? Sono tanti quelli che aderiranno...
Si spegneranno monumenti importanti, in Italia e all'estero.
Alle 18 spegni anche tu le luci della tua casa, e riscopri per qualche minuto la magia delle candele!
Dal blog di Caterpillar:
M’illumino di meno 2009

M’ILLUMINO DI MENO 2009
Giornata del Risparmio Energetico
- 13 febbraio 2009 -
Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.
Nelle precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Sofia, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania.
Anche grazie al contributo di ANCI e ANPCI nella diffusione capillare dell’iniziativa, molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all’estero: un passaparola virtuoso che ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell’edizione 2008, per il 2009 vorremmo dar spazio non solo alle istituzioni ma anche ai cittadini d’Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine.
La campagna di M’illumino di meno 2009, che ha ottenuto il patrocinio del Parlamento europeo per il secondo anno consecutivo, inizia il 12 gennaio e si protrarrà fino al 13 febbraio, dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.
Sul sito è possibile aderire all’iniziativa, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte. Nella sezione INNO si può scaricare il brano di Frankie HI NRG MC, colonna sonora ufficiale di M’illumino di meno, e reinterpretarlo a piacimento inviandoci il risultato delle vostre rielaborazioni.
La redazione di Caterpillar
millumino@rai.it www.caterpillar.rai.it

martedì 13 gennaio 2009

Il circo


Ho sempre sognato di lavorare in un circo. In fondo un folletto come me in un mondo fantasioso come quello circense potrebbe esprimere tutto il suo estro.
Tanti anni fa, qui nel quartiere, si era stabilita una famiglia di ex artisti di un circo. Vivevano in un carrozzone, bellissimo, verde con le decorazioni blu. Il marito era un mangiafuoco che soffriva di aerofagia e che quindi per forza di cose aveva dovuto smettere. La moglie era una trapezista, ma soffriva di vertigini e di conseguenza le sudavano le mani e non riusciva mai ad afferrare il trapezio.
Certo, erano un po’ sgangherati ma se non pensavi all’aerofagia e alle mani sudate quel carrozzone ti sembrava davvero fatato.
E così, guardando dalla finestra della mia soffitta quel carrozzone colorato, laggiù, all’angolo della strada, ho cominciato a fantasticare di poter, un giorno, lavorare in un circo.
Ma cosa potrei fare? Forse il clown, visto che faccio ridere. Però dicono in giro che i clown sono tristi. Naaa, non voglio fare la triste.
La trapezista non se ne parla perché quando mi emoziono anche a me sudano le mani.
La contorsionista no perché mi fa male la schiena.
Va bene, ho capito, rimarrà solo un sogno, ma fatemi sognare…
Il carrozzone una mattina andò via, chissà dove, e non tornò più. A me piace immaginare che un mangiafuoco con l’aerofagia e una trapezista con le vertigini stiano facendo il giro del mondo per far conoscere a tutti le loro migliori esibizioni mai riuscite.

venerdì 2 gennaio 2009

... un felice anno nuovo!

Un secondo in più

L’anno che è appena passato
aveva un secondo che era avanzato.
Un secondo ti sembra niente,
ma se ci pensi è molto importante.
In un secondo puoi dire si
e fare festa per tutto il dì.
Sono contraria e dico no,
che cosa fare proprio non so!
Basta un secondo per dedicare
un pensiero a qualcuno da amare.

Janas